La magica storia dei gioielli Pandora, tra sogno e innovazione

La magica storia dei gioielli Pandora, tra sogno e innovazione
Gioielli Pandora

Gli adorabili gioielli Pandora sono oggetti di pura magia, vere coccole da regalare e regalarsi, dettagli preziosi e rifiniture importanti, che valorizzano la bellezza aumentandone l’unicità. Un piccolo negozio divenuto successo planetario, da sogno a realtà, sviluppatosi nelle splendide vie di Copenaghen.

La magica storia dei gioielli Pandora, tra sogno e innovazione

Una crescita senza precedenti, che ha visto crescere il brand fino a divenire un’azienda con più di 8.000 punti vendita sparsi nel mondo. Quali sono le origini di questo brand vincente? Da dove arrivano i gioielli che tanto amiamo?

Il marchio Pandora produce gioielli a livello mondiale, è leader nel settore, ha ottenuto revenue per 1,39 miliardi di dollari, incrementando del 19% i risultati già buoni dell’anno precedente. Una piccola azienda a conduzione familiare ha saputo affermarsi su scala globale, com’è stato possibile? Quali sono state le mosse vincente?

Tutto partì da un piccolo sobborgo di Copenaghen, grazie alle preziose mani orafe di Per Enevoldsen e Winnie. sua moglie. Proprio come le migliori favole, i due avevano un sogno, che provarono a trasformare in realtà. Aprirono un negozio di gioielli, assicurandosi di proporre alla propria clientela articoli innovativi, originali, mai visti prima. Per raggiungere lo scopo, i due viaggiarono in lungo e in largo alla scoperta di nuove tradizioni. Le frequenti visite in Thailandia permisero l’importazione dal Paese asiatico. Gli affari procedevano a gonfie vele, la coppia decise quindi di aprire una fabbrica, così da produrre direttamente in loco.

Per e Winnie sono due ottimi esempi imprenditoriali. Le scelte azzeccate segnarono il successo aziendale. I due assunsero nuovi talenti, tra cui il designer Lone Fradsen, messo a capo delle nuove uscite del brand. Arriviamo nel 1987, dopo un decennio di discreti successi, Pandora decise di compiere il passo cruciale, proiettando l’azienda verso nuovi orizzonti. Arrivò Lisbeth Enø Larsen. giovanissima e geniale designer che, a stretto contatto con Frandsen, realizzò nuovi concept vincenti, tra cui un originalissimo bracciale composto da ciondoli. I “charms” sono personalizzabili e sostituibili, adattabili per ogni occasione. Un vero e proprio sistema innovativo, caratterizzato dalla possibilità di rimpiazzare i ciondoli inseriti in modo semplice e rapido. Per e Winnie brevettarono l’idea, i primi bracciali Pandora apparvero nell’anno 2000. Fu successo immediato, virale.

Un piccolo negozio danese divenuto successo mondiale, esportatore di gioielli in tutto il mondo. Gli Stati Uniti furono i primi ad essere conquistati, dove il brand esordì nel 2003. In un solo anno aprirono oltre 700 negozi solo in America, per poi procedere con l’espansione e invadere a macchia d’olio gli altri mercati. Canada, Australia e poi l’UK. Gli Stati Uniti restano comunque uno dei maggiori successi del brand. Il livello di guadagno dell’azienda è una parabola tutta in salita, che dal 2007 al 2016 ha segnato grandiose crescite, tanto da ingolosire gli investitori. I primi investimenti arrivarono da Axcel, un fondo di equity danese, che acquistò il 60% della società da Enevoldsen.

Nel 2010 Pandora va in Borsa. Ben 1.83 miliardi di azioni vendute durante il primo giorno. E’ stata classificata la migliore IPO europea dell’anno dal Wall Street Journal. Oggi Per possiede il 5% dell’azienda e non è più attivo nell’amministrazione del gruppo. Anders Colding Friis è il Presidente e Ceo del marchio, un manager esperto, con ampia esperienza in multinazionali danesi, operative nei settori più svariati.

Qual è il segreto dei gioielli Pandora? Com’è stato possibile trasformare una contenuta realtà familiare in business mondiale? Si tratta di una storia ricca e variegata, colma di buone pratiche, valide come utili insegnamenti per il mondo imprenditoriale.

Pandora conosce i clienti

Conoscere le esigenze reali della propria clientela è il concetto base della filosofia aziendale del brand. Il gruppo ha investito cifre importanti nei social meda, realizzando un club esclusivo (ovvero Il Pandora Club). Tutto ciò è servito per ottenere feedback immediati dai consumatori, al fine di lavorare sulle mosse vincenti, migliorando ciò che non è stato in grado di produrre risultati esaltanti. Un concept particolarmente efficace e funzionale, in grado di captare attivamente i gusti della clientela.

L’induzione continua del bisogno

I charms creano dipendenza, lo sanno bene le fan dei gioielli Pandora! Tutto comincia comprando il primo ciondolo, automaticamente nascerà l’esigenza di recarsi nuovamente in negozio, per acquistarne un altro e un altro ancora. Proprio come fossero figurine per completare un album! E’ proprio questa la strategia vincente del brand: proporre bracciali privi di charms, che il cliente acquisterà in seguito, aggiungendone nuovi ad ogni evento importante: una promozione lavorativa, un fidanzamento, la nascita di un figlio e molto altro ancora. Esistono charms per ogni occasione. Questo si chiama bisogno indotto, che spinge puntualmente milioni di persone ad acquistare nuovi ciondoli, da regalare o regalarsi, per arricchire la propria collezione.

Il modello di business ideale

Pandora è cresciuta in modo esponenziale anche grazie al franchising; scegliere il modello ideale di business significa non avere costi fissi per strutture, bensì partner. Tutto ciò elimina le spese di gestione, maturando la possibilità di reinvestire i soldi risparmiati per realizzare nuovi modelli. La distribuzione e la vendita sono delegate, non la creazione, che rimane particolarmente centralizzata. Solo così Pandora è in grado di controllare qualsiasi aspetto legato alla produzione; escludendo la minima parte gestita dai processi di industrializzazione, il resto del prodotto è gestito dalla tradizione manifatturiera. I gioielli Pandora sono frutto di lunghi studi e progettazione, ideati da un team fortemente motivato e innovativo.

La capacità di gestire una grande impresa con la maestria tipica dell’artigiano

L’imprenditore Per Endolvesen è stato in grado, anche grazie ai consigli della compagna Winnie, di trasmettere i grandi valori imparati durante la ricca esperienza maturata da artigiano orafo. Gestire il brand come fosse un prodotto artistico, si è rivelata una mossa più che vincente; attenzione, cura spasmodica per i dettagli e passione smisurata per l’arte, hanno conferito ai gioielli Pandora il giusto tempo per crescere, migliorarsi e divenire una potenza a livello globale. Per ha inoltre trasmesso altri importanti valori aziendali, come la responsabilità sociale. Il brand ama prendersi cura dei propri dipendenti, prestando particolare attenzione alla salute. Le fabbriche situate in Thailandia, sono per esempio completamente differenti da ciò che potremmo pensare! Lontane anni luce dal comune stereotipo con bassa paga e sfruttamento (situazione piuttosto diffusa tra le multinazionali che delocalizzano la propria produzione). La fabbrica di Lamphun Pandora è definita, a detta di molti, un luogo smart, ovvero pensata in maniera funzionale e intelligente. Ben cinque edifici dotati di mensa, infermeria, nursery e “spirit house”, ovvero una sala destinata alla preghiera. Non solo! Un dj assunto appositamente crea musica mirata a migliore il lavoro in azienda! I contratti fissi raggiungono salari di circa 25 mila baht (666 euro circa) al mese, che, paragonati al salario minimo di un operaio thailandese (10 mila baht, ovvero 375 euro circa) sono un vero salto di qualità.

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